Sinossi “Game of Thrones” 7×02 – “Stormborn”

Nata dalla tempesta. Proprio come accadde quando Daenerys Targaryen è venuta al mondo, adesso che si appresta a diventare Regina dei Sette Regni su Roccia del Drago si scatena una tempesta, in un’analogia tutt’altro che velata.

Devo ammettere che trovo Daenerys molto migliorata. Realizza che Varys non è il più leale dei consiglieri, e per un attimo ho temuto che gli avrebbe strappato gli occhi dopo tutti quei discorsi di cieca fedeltà e fintanto che avrò gli occhi, li userò. Probabilmente la vecchia Daenerys lo avrebbe fatto, ma quella che vediamo oggi è una Regina diversa, pacata, che riflette prima di agire, che prende seriamente i consigli di coloro che la circondano. In questo senso, credo che la presenza di Tyrion Lannister le abbia fatto bene, che le abbia impedito di trasformarsi in un Joffrey al femminile rendendola in qualche modo più saggia. Per questo non approvo del tutto il consiglio di Olenna Tyrell: certo, deve essere un drago, ma come dimostrato oggi i draghi sono potenti ma non invincibili. Margaery era amata, eppure è morta lo stesso, certo, ma solo perché si è scontrata con la follia di Cersei Lannister. E poi, se qualcuno le avesse dato retta, le vittime al Tempio si sarebbero salvate, perché Margaery capiva Cersei e sapeva che qualcosa non andava.
Credere di poter volare su Approdo del Re e conquistarla con la sola forza è un grosso errore, un errore che potrebbe costarle caro: Cersei è intelligente e non ha nulla da perdere, e non c’è nulla di più pericoloso. Va combattuta sì con la forza, ma anche con l’astuzia. E al momento la persona più astuta al fianco di Daenerys pare essere Tyrion.

L’episodio è stato molto politico, con qualche scena in più di azione e tette. Da una parte abbiamo infatti Cersei e Jaime che promettono, promettono, promettono, pur di comprare la lealtà delle casate di Westeros, ma se i Tarly servono da esempio per tutti, probabilmente sarà molto difficile per loro farsi dei nuovi amici. Forse alla fine cederanno, ma questa titubanza ci fa capire che la lealtà conquistata con i doni è cosa ben diversa da quella conquistata con l’onore, combattendo fianco a fianco, quando si ha un “passato” che li unisce.  Alla fine probabilmente riusciranno a portarli dalla loro parte, ma quanti saranno disposti a morire per loro? Quanti non coglieranno la prima occasione per tradirli?
Dall’altra parte abbiamo la concorrenza: si è posta un’ulteriore linea conduttrice a un’altra importante alleanza, quella tra Daenerys e Jon, gli unici veri contendenti dei Lannister. Ormai era solo questione di episodi, probabilmente il destino dei due si è intrecciato tantissimo tempo fa e l’idea che finalmente potranno trovarsi faccia a faccia mi incuriosisce non poco. Dopotutto lo ha detto anche Melisandre: Daenerys ha un ruolo, così come lo ha anche Jon. Sappiamo che ci fu promesso un principe, o una principessa, ma non mi stupirebbe scoprire che alla fine ci furono promessi entrambi.

Se Daenerys è migliorata in campo politico, lo stesso non può dirsi di Jon. Lui è il classico uomo militare che si ritrova a ricoprire un ruolo prestigioso senza saper bene come fare, ma ci prova lo stesso e quindi non riusciamo a criticarlo del tutto. Nello scorso episodio non ha accettato i consigli di Sansa (in un modo che mi ha fatto storcere parecchio il naso) e anche oggi ha preso la decisione di incontrare Daenerys da solo, probabilmente senza valutare il pericolo come ha invece fatto sua sorella. Ora, noi ovviamente sappiamo che Tyrion e la sua lettera sono pieni di buone intenzioni, ma Sansa ha ragione a preoccuparsi. L’ultimo esempio Targaryen che i Sette Regni hanno conosciuto è Aerys, il Re Folle, colui che si è divertito a cuocere al forno Nonno Stark e a strangolare Brandon, perciò i dubbi di Sansa sono perfettamente leciti. Persino gli altri uomini del Nord hanno dubbi, ma lui è deciso a partire perché, come dice anche lui, non voleva essere un Re ma lo hanno eletto, e quindi ora tutti muti perché decide lui cosa fare e basta. Credo che ci siano due cose fondamentali di cui tener conto: primo, come nell’episodio della settimana scorsa, dobbiamo pensare al “bene” più grande; sarà anche pericoloso, ma se c’è anche solo una speranza che la lettera fosse sincera e che Daenerys sia aperta a un’alleanza e a condividere il fuoco di drago con loro, lui deve coglierla. Perché tanto, se non lo fa, morirà poco più avanti nel momento in cui gli Estranei invaderanno il regno. Secondo, ma non meno importante, Jon ha Sansa. Lui non lascia il Nord in mani estranee, ma in mani Stark com’è giusto che sia. Di fatti, mentre rivelava la sua decisione, continuava a guardarla come per studiare la sua reazione, come se tutto sommato l’unica opinione che conti per lui sia quella di sua sorella.
Adesso non ci rimane che domandarci: Sansa sarà all’altezza? Naturalmente non dobbiamo dimenticare che a Grande Inverno c’è anche Petyr, e non credo che i pugni di Jon lo abbiano convinto a lasciar perdere il suo interesse nei confronti della ragazza. Io non dubito delle capacità di Sansa, che non sarà una guerriera (per le strategie militari, se necessario, c’è Brienne) ma nemmeno la ragazzina di undici anni che sognava di sposare Joffrey e diventare Regina. Mi preoccupa la presa che Petyr continua ad avere su di lei, seppur debole, e il modo in cui lui potrebbe rivoltarlesi contro. In molti lo amano, altri pensano che la sua influenza sia positiva, ma io non riesco. Non dimentico le sue ultime parole a Ned Starknon fidarti di me è stata la cosa migliore che tu abbia fatto da quando hai messo piede ad Approdo del Re. Non dimentico che ruolo ha giocato nella sua morte, soprattutto vedendolo oggi davanti alla sua tomba…
Staremo a vedere.

Messo da parte questo, i restanti minuti dell’episodio sono occupati da Arya che ritrova Frittella (ma non Gendry) e decide in un nanosecondo di mollare la vendetta e tornare a Grande Inverno, cosa che io reputo buona e giusta. Famiglia batte sempre la vendetta. Sulla strada di casa abbiamo avuto anche una reunion quasi più attesa di quella degli Stark, ovvero Arya e Nymeria si sono ritrovate ma ormai la lupa ha un suo branco e purtroppo pare che non ci sia posto per la ragazza. Probabilmente ricorda l’affetto che le legava e per questo l’ha risparmiata, ma è comunque andata via. Che amarezza.

Poi abbiamo Samwell che pare aver trovato una cura per niente disgustosa (a momenti preferivo la scena della premiere in cui lava…vabbé, avete capito) per salvare Jorah Mormont. Mi chiedo se Sam gli dirà che suo padre, in punto di morte, lo aveva perdonato… una parte di me spera di sì, l’altra no perché c’è già Lyanna e lei è già perfetta come Mormont Alfa. Comunque, dite che dopo aver dovuto sopportare di venire tagliato strato dopo strato soffrendo come un cane senza poter nemmeno urlare, il nostro Jorah riuscirà a mantenere la promessa fatta alla sua regina di guarire dal morbo grigio? Rimango sempre più stupita dall’amore e dalla fedeltà di quest’uomo nei confronti di Daenerys, perché sì starà anche cercando di salvarsi la vita, ma il suo primo pensiero resta sempre lei. Tanti applausi anche a Iain, che solo con gli occhi è riuscito a trasmettere il dolore che stava provando il suo personaggio.
Infine, Verme Grigio e Missandei avevano l’opportunità di risolvere il grande mistero che aleggia sugli eunuchi rivelando esattamente cosa tra rocce e bastoni resti nel loro apparato, ma no niente dovevano compensare la quota settimanale di nudo e quindi si sono buttati banalmente su quello che abbiamo visto. Continuo a pensare che questa coppia sia un po’ inutile, ma la dichiarazione di Verme Grigio è stata molto carina e quindi li perdono.

Dopo cinquanta minuti passati a negoziare, negli ultimi dieci si sono dedicati all’azione. Greyjoy e Sand stavano per allearsi in molti sensi, quando Euron è arrivato intenzionato a trovare il regalo perfetto per Cersei. Non possiamo dire altro: è stato bravo. In un colpo solo si è liberato delle – inutili – Serpi, ha catturato Ellaria e Yara, risvegliato i demoni di Theon e distrutto la flotta di Daenerys. Sarà un brutto colpo per lei, che questo la renda più aperta a nuove alleanze? Senza la sua flotta, come porterà l’esercito di Dorne ad Approdo del Re?
In più, il combattimento è stato un passo indietro per Theon, che posto di fronte alla possibilità di combattere e provare a salvare sua sorella, ha deciso di scappare come un codardo. Non credevo che sarebbe arrivato questo giorno – odiavo Theon – eppure non mi sento di giudicarlo, in questo caso, anzi vorrei provare a difenderlo. Il fatto che nella scorsa stagione sembrava essere guarito dalle torture fattegli da Ramsay, non esclude il fatto che potesse avere una ricaduta. Quello che ha subito è qualcosa che non può essere superato completamente, non in così poco tempo. Stavolta ha lasciato vincere la paura, ha deluso la sorella nonostante le belle parole, ma chissà che prima o poi non si faccia perdonare andando a salvarla…

Insomma: alleanze che si formano o che potrebbero formarsi, consigli, problemi… questo è quello che abbiamo visto in questo secondo episodio, che tutto sommato mi è piaciuto molto. Non mi sono annoiato, è andato avanti abbastanza in fretta e si comincia a delineare il sentiero sul quale proseguirà il resto della stagione.

 

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