Recensione Wonder Woman (Spoiler Alert)

Ciao ragazzi! Come state? Spero tutto vi vada bene!
Allora, oggi vorrei parlarvi del 4° film del DC Extended Universe, Wonder Woman, che sono andato a vedere qualche giorno fa insieme ai miei amici.
Dovreste ormai saperlo, sono un grande appassionato di supereroi e per questo motivo sono entrato in sala senza pregiudizi verso questo Universo e assolutamente distante da tutti quegli ingenui che ancora si ostinano a paragonarlo con l’Universo rivale della Distinta Concorrenza, ossia il Marvel Cinematic Universe.
Va bene, l’abbiamo capito che avreste tutti voluto vedere una pellicola a testa per ogni supereroe per POI far culminare la saga con il film sulla Justice League; va bene, l’abbiamo capito che avreste tutti voluto vedere dei toni più leggeri e un’atmosfera allegra e scanzonata nelle opere di Zack Snyder piuttosto che quella scura e cupa che ne caratterizza le critiche più accese; e per finire sì, l’abbiamo capito tutti che avreste voluto una sorta di Marvel Cinematic Universe 2.0 ma così non è stato, mettetevi l’anima in pace. Non fosse di vostro gradimento il DC Extended Universe potete pur sempre trovare su Amazon a 9/10€ ogni sorta di DVD-cofanetto sugli eroi Marvel (qui il link per il film sugli Avengers, 9.17€!) per poterveli guardare e riguardare.
E lasciate in pace Superman, Batman e compagnia cantante che va a finire mi si deprimono.

Scusate l’interminabile premessa ma era (per me personalmente) più che dovuta.
Dicevamo… Allora!

La prima mezz’ora (se non 45 minuti) il film è relativamente lento e stenta a decollare (successivamente aumenterà sempre di più viste le numerose scene di azione che via via si succederanno).
In questa fase iniziale ci si concentra sulla genesi della persona piuttosto che del personaggio. Sostanzialmente le favole della buonanotte di baby Diana servono allo spettatore per saperne di più circa l’origine della specie delle Amazzoni e dell’idilliaca e inaccessibile isola in cui vivono (sembrerebbe) pacificamente: Themyscira.

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L’intera pellicola altro non è che un enorme flashback causato dall’esortazione di Bruce Wayne alias Batman a raccontargli la storia che si cela dietro la fotografia ritraente l’eroina e i suoi quattro compari dopo la liberazione di un piccolo villaggio belga dall’oppressione tedesca durante la 1ª Guerra Mondiale.

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Questo con l’uomo pipistrello è l’unico collegamento con la story line generale del DC Extended Universe: non si fa riferimento alla morte di Superman, né tantomeno alla minaccia incombente di Darkside e in tutta sincerità avrei preferito si accentuasse quest’ultimo aspetto.

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La bella Gal Gadot, tra le altre cose Miss Israele 2004, è stata scelta per rivestire i panni della supereroina nata nel 1941 e ha dovuto seguire una dieta, praticare diverse arti marziali ed ha guadagnato 17 chili di muscoli per il ruolo (oltre ad aver recitato al 5° mese di gravidanza alcune scene). È stata preferita alla francese Élodie Yung per questo ruolo la quale secondo me avrebbe meritato di più viste le caratteristiche fisiche ma è comunque stata una scelta azzeccata.

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Lo stile del film, in riferimento a quanto detto nella premessa, è più scanzonato e lascia più spazio ad uno humor velato (ma non troppo): addirittura dei doppi se non tripli sensi a sfondo sessuale! Insomma, di tutt’altro tenore rispetto alle prime due pellicole di questo Universe con protagonisti i due supereroi in mutandoni.

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Essendo ambientato nel secondo decennio del secolo scorso, in piena Grande Guerra, estremamente radicato è il maschilismo in quest’opera cinematografica: concetto cui la protagonista ha saputo in maniera egregia tener testa anche grazie alla sapiente cura dei dettagli nei dialoghi da parte della regista Patty Jenkins. La Warner ha espressamente cercato una regista femminile per dirigere il film. Michelle Maclaren fu assunta ma lasciò il progetto citando “divergenze creative” e lasciando così l’incarico alla regista di MonsterFive.

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Gal Gadot nei panni dell’amazzone riesce a trasmettere quegli ideali di cui il personaggio vuole farsi portavoce, primo fra tutti la giustizia. Diana è coraggiosa, altruista e allo stesso tempo ingenua; caratteristica è la sua purezza d’animo, paragonabile a quella di un bambino; rappresenta tutto ciò che c’è di buono nell’essere umano.
Quella stessa ingenuità sarà anche fonte di comicità, soprattutto nella prima parte del film: la vedremo completamente spaesata in un mondo, quello degli umani, che non le appartiene, nel quale non ha intenzione di vivere, ma che allo stesso tempo vorrebbe imparare a conoscere.

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Dunque amici, io non posso far altro che invitarvi ad andare a vederlo se non l’aveste ancora fatto, perché il mio parere è che meriti come pellicola (vi lascio qui il link) e vi auguro buona giornata!
La Volpe Spettinata.

 

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