Abbiamo la vincitrice dell’85° Campionato di Serie A!

Ciao a tutti ragazzi! Anche se con un turno di anticipo, si può dire che il campionato di Serie A si sia concluso, visto che nella giornata di ieri, la Juventus si è imposta con un secco 3-0 sul Crotone laureandosi così Campione d’Italia per la 33ª volta, dopo 6 scudetti di fila (cosa mai successa nel calcio). Ma andiamo ad analizzare le pagelle dei protagonisti bianconeri in questa memorabile stagione!

 

Gigi Buffon, 9 

Due momenti da ricordare, tra parate, uscite e parole da leader: nella sua peggior partita, contro l’Udinese all’andata, gli si avvicina Perica e gli dice: «Adesso ti faccio gol». Gigione risponde: «Guarda che me lo stanno facendo tutti, se vuoi far notizia non segnare!». Disarmante, come la sua costanza di rendimento. L’altra istantanea a Cagliari: l’abbraccio prima della partita con Gigi Riva è commovente: Gigi al quadrato.

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Dani Alves, 7.5

In campionato ci ha messo un po’ per capire il nostro calcio. Rallentato anche da un infortunio tra dicembre e gennaio, ha messo la firma comunque su una delle partite più complicate a settembre: la vittoria di Palermo, una di quelle che fanno la differenza. Fondamentale anche la prestazione a Bergamo: il clima delle grandi sfida d’Europa lo ha trasformato.

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Leonardo Bonucci, 8

Due gol pesantissimi anche quest’anno: col Napoli all’andata e a Udine nell’1-1 al ritorno. Col Palermo a febbraio manda platealmente a quel paese Allegri, venendo poi punito in Champions: a suo modo, il caso contribuisce a cementare ulteriormente l’ambiente.

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Andrea Barzagli, 7.5

Nell’uno contro uno è ancora il migliore della BBC: nonostante l’età, nonostante non sia stato a lungo titolare col nuovo modulo e quando gioca debba farlo controvoglia, da terzino.

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Sami Khedira, 8.5

Una delle grandi sorprese della stagione. Non certo per la qualità e la quantità del suo gioco e dei suoi gol pesanti, come quelli con Fiorentina e Lazio all’inizio. Ma per la costanza di rendimento, dopo i malanni muscolari dell’anno prima. Solo adesso è arrivato il primo scricchiolio.

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Miralem Pjanic, 8

Fino al cambio di sistema è Sua Intermittenza, perché alterna prestazioni convincenti e magie su punizione (splendida quella col Chievo) a partite in cui sembra fuori posto: la collocazione definitiva lo esalta sia come regista che come mediano di rottura. E i margini di crescita non mancano.

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Juan Cuadrado, 9

Due gol da sei punti nel girone di ritorno, contro Inter e Samp. Tanti assist, ma anche un lavoro di copertura come esterno di destra che conferma la sua applicazione nell’interpretazione del ruolo: antica e moderna allo stesso tempo. Altro uomo chiave, anche dalla panchina.

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Paulo Dybala, 9

Il rigore al 97’ (tra le polemiche) contro il Milan nella sfida di ritorno è il momento col più alto coefficiente di difficoltà e di pathos. I gol, bellissimo quello su punizione col Palermo, sono stati meno del primo anno (anche a causa dell’infortunio), ma le sue capacità di adattamento con l’arrivo di Higuain e nella ricerca del posto giusto tra le linee, sono la conferma di un’intelligenza in campo fuori dal comune. Come la sua ambizione e la voglia di migliorarsi.

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Mario Mandzukic, 8.5

Probabilmente è l’uomo più amato dal popolo juventino: perché si sacrifica, sia dal punto di vista atletico che da quello tecnico-realizzativo, per giocare da esterno sinistro a tutto campo. Soprattutto in campionato la differenza che crea con la sua fisicità è devastante.

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Gonzalo Higuain, 9.5 

Un’estate tormentata. Il peso dei 90 milioni e anche dei chili di troppo, veri o presunti. Anche la panchina iniziale. E qualche partita di troppo senza segnare. Eppure la partenza è da Speedy Gonzalo, col gol alla Fiorentina alla prima giornata. Tra una doppietta e l’altra per battere Sassuolo o Pescara col Pipita automatico, ecco la rete decisiva al Napoli, nella partita più attesa. Quindi il gol che stende la Roma prima di Natale e ne spegne le velleità di aggancio, dopo la doppietta in rimonta nel derby d’andata (e il gol dell’1-1 al ritorno). Tutto questo con un lavoro extra, anche col nuovo modulo, che conferma il suo inserimento perfetto.

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Mr. Max Allegri, 9

Il terzo è più degli altri il «suo» scudetto. Per la gestione complessiva della stagione (con pochissimi infortuni). Ma soprattutto per il cambio di sistema di gennaio, che ha creato un equilibrio unico. E vincente.

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Davvero complimenti alla compagine torinese per questa memorabile stagione!
La Volpe Spettinata.

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