Che cos’è il “Blue Whale”?

L’orrore del Blue Whale, con la complicità di un servizio de Le Iene, ora terrorizza anche l’Italia. Si tratta di un “gioco” che spinge gli adolescenti a suicidarsi. Nato in Russia, ha già mietuto più di 170 vittime soltanto nel Paese, ma i morti ormai si contano anche in Sud America, Europa e, pare, anche in Italia, dove si è registrato un caso sospetto a Livorno. Nel frattempo, è stato anche arrestato quello che è considerato l’ideatore della folle “moda” social, Philipp Budeikin.
Nel corso di un interrogatorio, Budekin ha affermato: “Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società“. Nessun pentimento, dunque. Anzi, rivendica come meritoria la sua follia psicologica con toni che richiamano alla mente quelli dell’Olocausto. E ancora: “Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza“.

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Ma cos’è, di preciso, il Blue Whale?
È presto detto.
I ragazzini, tramite gruppi appositi o anche direttamente via chat, vengono agganciati sui social da mostri che lavano letteralmente loro il cervello, convincendoli dell’inutilità della vita e spingendoli a seguire un percorso autolesionistico e di privazioni che dura 50 giorni. E, al 50esimo giorno, il suicidio lanciandosi dal palazzo più alto della propria città, ma anche facendosi decapitare da un treno. Nel gergo tecnico, il mostro che ordina le azioni ai ragazzini si fa chiamare “curatore”.

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Il Safer Internet Center, però, scrive sul suo sito: “Si tratta di un falso sensazionalista rilanciato dai media russi nel maggio 2016 e che è stato recentemente resuscitato. La Blue Whale è basata su storie investigative giornalistiche di un gruppo speciale di lavoro nato sotto Putin che ha elaborato un piano da attuare dal governo russo per prevenire l’incitamento di suicidi degli adolescenti. Così il governo russo limita, attraverso la paura collettiva, l’uso dei social network“.
Ma non solo. Anche Wired parla di fake news e specifica che il numero di adolescenti morti per suicidio è sempre stato altissimo in Russia e nessuna prova ha ancora stabilito che i decessi siano aumentati con la Blue Whale. Un avvocato intervistato dal sito, quindi, parla semplicemente di fake news: “La Blue Whale è una bufala“.
Anche altri organi di informazione sono arrivati alla conclusione che “è più probabile che una serie di adolescenti, già con pensieri suicidi, si sia ritrovata nello stesso gruppo sui social network e non che sia stato il gruppo a spingerli al suicidio“.

Quale che sia la verità, è bene comunque prestare minuziosamente attenzione.
La Volpe Spettinata.

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