Come è nata “Lunch atop a Skyscraper”?

Prima o poi tutti l’abbiamo vista. Può essere successo attraverso un poster appeso nella sala d’aspetto del dentista, oppure a corredo di un articolo su una rivista, o su un libro di storia della fotografia, o magari su un testo di urbanistica o ancora di storia del Novecento.

La foto è una delle più celebri al mondo, e probabilmente a ragione è stata recentemente inserita da Time Magazine nella sua lista delle 100 foto più influenti di sempre, ma a differenza di molte altre immagini di cui si conosce tutto, questa resta un mistero nonostante la sua incredibile notorietà.

Stiamo parlando di “Lunch atop a Skyscraper” (“Pranzo in cima a un grattacielo”), il nome con cui è nota la foto che ritrae undici operai edili, senza protezioni di sorta, mentre mangiano il loro pranzo al sacco seduti uno di fianco all’altro sulla trave d’acciaio di un grattacielo in costruzione a New York.

Undici uomini che rischiavano ogni giorno la vita per quel mestiere, apparentemente niente affatto spaventati di consumare la propria pausa pranzo al 69esimo piano dell’edificio, a un’altezza di 260 metri dalle strade di Manhattan. Con i vestiti sporchi e dalle facce serene, erano impegnati nella costruzione di quello che sarebbe diventato l’RCA Building (oggi G.E. Building), uno dei grattacieli che formano il complesso del Rockefeller Centre, all’altezza della Quarantunesima Strada.
Era il 1932.

Storicamente l’immagine è stata interpretata in più modi: operai simbolo del proletariato (spesso composto da immigrati) che ha costruito Manhattan rischiando la morte o l’icona della città di New York e dei suoi abitanti o ancora simbolo di denuncia delle terribili condizioni della sicurezza sul lavoro dell’epoca, ma anche l’immagine dello spirito di squadra e supporto reciproco (tanto che l’ex allenatore del Manchester United sir Alex Ferguson la utilizzava spesso per motivare i suoi giocatori).

Se però l’immagine è notissima, meno note sono le circostanze che hanno dato luogo allo scatto, che invece sono state per decenni avvolte nel mistero, e ancora oggi non sono state del tutto chiarite.

Quello che è certo è che l’immagine comparve per la prima volta il 2 ottobre 1932 sul supplemento domenicale del New York Herald Tribune, con questa didascalia a commentarla: “Pranzo in cima a un grattacielo – Mentre migliaia di newyorchesi corrono verso ristoranti affollati e bar strapieni per il loro pranzo quotidiano, questi intrepidi operai edili in cima al grattacielo RCA alto settanta piani, parte del Rockefeller Center, hanno tutta l’aria e la libertà che vogliono mentre pranzano su una trave d’acciaio sospesa a oltre 800 piedi dal livello della strada. L’RCA Building è il più grande edificio del mondo in termini di spazio per uffici”.

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Questa una foto del palazzo nel 1933, un anno dopo lo scatto.

Da allora, la foto degli undici uomini a pranzo nel cielo è stata riprodotta milioni di volte, tanto da essere la più utilizzata dell’archivio Corbis, che la possiede dal 1995, ed è diventata una vera e propria icona. Tuttavia, per molti aspetti rimane un mistero insoluto.

La foto era infatti stata scattata pochi giorni prima di essere pubblicata, il 20 settembre, ma incredibilmente ancora oggi non c’è la sicurezza né sull’autore, né sull’identità degli operai che si sono prestati allo scatto.

Quello che si sa è che quel giorno erano presenti sul posto tre fotografi: Charles C. Ebbets, Thomas Kelley e William Leftwich. Come se non bastasse questa confusione, anche un quarto nome, quello di Lewis Hine, è stato spesso citato come il possibile autore, anche se in realtà sembra che questo sia dovuto solo al fatto che Hine documentò la costruzione dell’Empire State Building nello stesso periodo.

Nel 2003 la foto è stata attribuita ufficialmente dall’archivio Corbis a uno dei quattro nomi che per molto tempo erano stati fatti: quello di Charles C. Ebbets, nato nel 1905 e morto nel 1978. La sicurezza però non è durata a lungo: nel 2012 infatti la Corbis ha fatto retromarcia dopo l’emergere di prove del fatto che fossero diversi i fotografi presenti sul posto quel giorno, ed è tornata a definire ufficialmente “ignoto” l’autore.

Un fatto dato invece per certo è che la foto sia autentica, non frutto di un fotomontaggio, visto che esiste un negativo originale in vetro (come era d’uso all’epoca) rotto in cinque pezzi, che oggi è conservato dalla Corbis in un deposito a venti gradi sotto zero in Pennsylvania, dopo essere stato scannerizzato in alta definizione.

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C’è poi la questione dei protagonisti: chi sono questi undici uomini? Molto probabilmente immigrati europei, irlandesi, italiani e slavi per esempio, che in quegli anni erano la maggioranza in questo genere di occupazioni.

Per dare una risposta più precisa, però, nel 2012 un autore irlandese, Sean O Cualain, ha realizzato un intero documentario, intitolato Men at Lunch, in cui si ricostruisce nel dettaglio la storia della foto e si va alla ricerca degli uomini che la popolano.

Dalle sue ricerche, ha indicato in Joseph Eckner, Michael Breheny, Albin Svensson, Peter Rice, Gustav Popovic, Joe Curtis, Pat Glynn e Matty O’Shaughnessy alcuni dei protagonisti, tutti nominati dopo lunghe ricerche e confronti con foto di famiglia.

L’emigrato slovacco Popovic, per esempio, nel 1932 aveva inviato una cartolina della foto alla moglie Mariska con queste parole: “Non preoccuparti, mia cara Mariska: come vedi ho ancora la bottiglia. Il tuo Gusti”.

Un’ultima rivelazione, che solo nel 2012 ha avuto luogo, è infine quella che riguarda il motivo della foto: secondo gli archivisti della Corbis, infatti, non si trattò di uno scatto casuale, ma di una fotografia in posa per pubblicizzare la costruzione del grattacielo RCA, che presto sarebbe stato terminato e disponibile per tutte le compagnie di New York interessate a un nuovo ufficio.

Si andava così a chiudere il cerchio: un’immagine nata per fini commerciali è diventata senza intenzione una delle più vendute al mondo, riuscendo nel frattempo ad assumere moltissimi significati e a rimanere come una delle immagini-simbolo di una città, di un’epoca e di uno spirito.

Per chi fosse curioso di approfondire l’argomento, qui vi lascio un video che tratta l’argomento.

A presto con altre fantastiche storie,
la vostra Volpe Spettinata.

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