Cosa fare in caso di crisi epilettica

So che ai più potrebbe risultare un argomento poco interessante, ma credo che un pizzico di sensibilizzazione sull’argomento possa sempre tornar utile.
Stando a Wikipedia (che sì, lo sappiamo, non riporta consigli medici e i quali contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono un parere medico) l’epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da ricorrenti e improvvise manifestazioni con improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli, dette “crisi epilettiche”.
Nel mondo, il numero di persone che soffre di epilessia varia da continente a continente: 13 abitanti ogni 1000 nelle Americhe, 11 in Africa, 10 nel sud-est asiatico, 8 in Europa e 3 abitanti ogni 1000 nelle isole del Pacifico.
L’argomento che tratterò mi tocca particolarmente da vicino perché è una patologia di cui soffro credo dalla nascita, manifestatasi negli anni attraverso quelle che ho sempre chiamato “assenze” (brevi perdite di coscienza, dai 4 ai 10 secondi) e che ha avuto il suo culmine nell’ottobre 2011, con vere e proprie convulsioni mentre ero impegnato in una sessione di addominali nella palestra vicino a casa mia. Da allora, due compresse al giorno di Depakin riescono a tenere a bada, se va bene, assenze, se va male, crisi epilettiche.

Ma cosa fare e come comportarsi nell’eventualità si assistesse ad un episodio del genere da parte di uno sconosciuto per strada, di un nostro conoscente, amico, parente?

81dba712-6ce4-4235-bea9-a6559d0b3152Per prima cosa non tutte le crisi epilettiche necessitano della chiamata e dell’intervento del 118: nella maggior parte dei casi, terminano nel giro di un paio di minuti, ma così non fosse, sarebbe utile richiedere l’intervento dell’ambulanza, così come il “malcapitato” presentasse difficoltà respiratorie ed eventuali traumi, o qualora si trattasse di una donna in gravidanza. Alcune immediate precauzioni nell’attesa dell’arrivo dei sanitari, com’è riportato nell’immagine sopra, sono: non cercare di immobilizzarlo, stenderlo su un fianco, allentare ogni indumento stretto, sfilargli gli occhiali, e adagiargli qualcosa sotto la nuca. Un occhio di riguardo a non infilargli cose in bocca col rischio di essere morsi (mi ricordo che la mia lingua era ridotta uno scolapasta, immediatamente dopo l’episodio) e all’arrivo del 118 ricordatevi di fornir loro i suoi documenti d’identità.

Bene, spero che questi suggerimenti possano tornarvi un giorno utili, e mi raccomando: non agitatevi e siate freddi!
La Volpe Spettinata.

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