Il mio viaggio a Budapest!

Dovete sapere amici miei, che io sono un viaggiatore.
Che adora viaggiare.
Che sogna di progettare il prossimo viaggio.
Che non riesce a stare fermo tutta la vita in un unico posto.
Che adora poggiare gli occhi su paesaggi nuovi, mai visti e incontrare nuove culture.
Ah, e che non ha mai viaggiato.
Sì amici miei, perché io sono dentro di me tutte queste cose, solo che una volta e basta nella vita ho abbandonato l’italico confine.
Era il 2014, ed era il 27 marzo. Esattamente 3 anni fa.
E Budapest è stata la città che mi ha accolto per una settimana.
Curioso il caso cui il Nostro Tricolore e quello ungherese abbiano le stesse 3 tonalità di colore e a me la cosa fa sorridere: ho visitato un Paese la quale bandiera è identica alla nostra, quasi come se dentro di me fosse insita la volontà di preservare le mie origini.
Comunque…
Anzi! Se vogliamo essere esatti ho stazionato anche in un altro Paese europeo, la Slovacchia, visto che ho sostato lì una notte in attesa di raggiungere il popolo magiaro.
Purtroppo di quest’esperienza non ho conservato nessun appunto, nessuna riflessione, nessun programma, giusto le foto che via via vedrete qui sotto; sto con la speranza che la mia memoria non faccia cilecca!

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Dunque..
La capitale ungherese conta all’incirca 1.800.000 abitanti e il clima è un temperato continentale con inverni la cui temperatura scende sotto lo zero e nei mesi di luglio-agosto sfiora picchi di 30° ed è composta da ben 23 circoscrizioni.
Il 46% degli abitanti sono di fede cattolica, mentre la seconda religione più diffusa è il calvinismo, con il 13%.

Mi ricordo che visitai il Memento Park, il quale raccoglie statue e monumenti dell’epoca comunista, tra le altre, di Marx, Lenin, Stalin, Béla Kun, eroi dell’Armata Rossa tolte dalle piazze e dai luoghi pubblici della città qualche anno dopo la caduta del sistema socialista.


Ricordo di aver visitato il Museo delle Belle Arti (Szépművészeti Múzeum) risalente al 1906 che fu eretto in stile eclettico-neoclassico dagli architetti Albert Schickedanz e Fülöp Herzog all’inizio del Novecento e al suo interno conserva una tra le più importanti collezioni di dipinti del mondo, con opere che percorrono tutto l’arco di tempo che va dal Medioevo al Novecento e tutte le principali scuole europee,

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…e la Galleria d’Arte Műcsarnok, risalente al 1895 posta davanti al sopracitato museo, nella quale il mosaico rappresentato raffigura Santo Stefano, patrono delle belle arti.

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Parlando di Santo Stefano, ricordo di aver visitato la Basilica intitolata a suo nome, del 1850 in stile neoclassico e la statua ad esso riferita:

Visto che tutto ciò si trova nei suoi pressi, vorrei parlarvi della Piazza degli Eroi.
L’area centrale della Piazza ospita il Monumento del Millenario con le statue dei capi delle sette tribù che hanno fondato l’Ungheria nel IX secolo e altre statue rappresentate in piedi della Storia dell’Ungheria. La costruzione del memoriale iniziò quando fu celebrato il primo millennio dell’Ungheria (nel 1896), ma fu finito solo nel 1929 e la piazza all’epoca assunse questo nome.
Queste sono le 14 figure che compaiono dalle sculture nelle due arcate semicircolari del monumento: Santo Stefano; Ladislao d’Ungheria; Colomanno d’Ungheria; Andrea II; Béla IV il Grande, Carlo I d’Ungheria; Luigi d’Ungheria; Janos Hunyadi; Mattia Corvino; Istvan Bocskai; Gabriele Bethlen; Imre Thokoly; Francesco II Rakoczi; Lajos Kossuth.

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Questa invece, ai piedi dell’alta statua centrale, è la statua di Árpád d’Ungheria, potente capo magiaro e fondatore della dinastia degli Arpadi, casa regnante d’Ungheria fino al 1301.

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La cosa che ricorderò con maggior piacere, e che di sicuro difficilmente dimenticherò, è stato il palazzo del Parlamento, che ho avuto il piacere di osservare direttamente dal Danubio. Costruito in stile prettamente neogotico nel 1885, l’edificio è anche sede di un’importante biblioteca, del capo del Governo e del Presidente della Repubblica.

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Il Danubio ospita nelle sue gelide acque, tra gli altri, il Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd) realizzato in ferro battuto e pietra che dal 1849 collega Buda a sinistra e Pest a destra. Lungo 202 metri, venne costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi (di cui porta anche il nome) da William Tierney Clark. Il traffico scorre sotto i due archi di impianto neoclassico, mentre i marciapiedi, presso i due piloni, passano dalla parte esterna degli archi appoggiandosi su mensole. Si trasforma in zona pedonale nei giorni festivi.

È stata un’esperienza fantastica che rifarei in tutto e per tutto, senza cambiare nulla, comprese le 16 ore di pullman per arrivare.
No, scherzo.
Quelle non le rifarei.
No che non le rifarei.
Vi lascio le foto più belle di quella indimenticabile avventura, a presto!
PS: molto molto molto presto, prima di quanto vi aspettiate, abbandonerò di nuovo l’italico confine per un’altra avventura simile a questa: ovviamente vi terrò costantemente aggiornati!
La vostra Volpe Spettinata.

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